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Doozo
Al centro di Roma, fra l'Esquilino e via Nazionale c'è un posto che non ti aspetti perché immerso in una pace impensabile per il cuore di una grande e trafficata città. Doozo, che in giapponese vuole dire prego, vi dà il benvenuto.

È un luogo in cui poter trascorrere immersi il proprio tempo libero all'interno di una dimensione di scambio, crescita e confronto fra due culture distanti fra loro: quella italiana e quella giapponese.
Semplicità, simmetria ed equilibrio delle forme si articolano e si coniugano perfettamente con la volontà di offrire un contenitore di iniziative diversificate.
Tra libri di arte e fotografia, disponibili sia per la vendita, sia per la consultazione, ci si può sedere ai tavoli ed ordinare deliziose combinazioni di menu giapponese a base di sushi, sashimi e tempura accompagnati da deliziosi tea, seguire corsi di ikebana, shodo, origami e altro ancora.
Doozo è infatti allo stesso tempo ristorante giapponese, sala da tè, libreria, cornice di incontri e seminari ma anche e soprattutto galleria d'arte contemporanea dedicata alla fotografia.
In linea con la filosofia dello spazio, l'attività espositiva di Doozo sottolinea una volontà di ricerca attraverso una fotografia d'autore di diversi periodi e generi. In passato ha ospitando mostre di protagonisti indiscussi come Araki, Morimura, Francesca Woodman e Nicolas Tikhomiroff e personali di giovani talenti come Giovanni De Angelis, Alessandro Marchese e Chiara Susanna Crespi.
Da un po' di tempo, infine per dare nuova linfa al collezionismo fotografico Doozo seleziona e ripropone in dimensioni più contenute alcune delle fotografie più rappresentative degli artisti che ha ospitato.
La sperimentazione artistica, la documentazione di viaggio e di antropologia visiva e un'indagine sulla natura di cui i giapponesi sono attenti e rispettosi custodi, sono alcuni dei filoni di ricerca che orientano il programma espositivo della galleria.
D'altronde la stessa cucina giapponese ha origine nel modo di intendere e accudire la natura. L'attenzione alla freschezza dei materiali e la scelta dell'ingrediente crudo, esprimono il riferimento simbolico alla natura.
Marianna Fazzi
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