Vattani

Sabato 12 marzo

Ore 17:00-19:00

泥水 DOROMIZU. ACQUA TORBIDA

di Mario Vattani

Presentazione del romanzo in compagnia dell’autore

Ingresso libero fino a esaurimento posti

“Così, quando ti incammini lì dentro […] ti accorgi che sei passato in un altro mondo, e trascorrerai delle ore veramente piacevoli, e berrai i migliori sake, e assaggerai cibi deliziosi, e guarderai occhi e labbra e denti tutti quanti lucidi e vivaci come pesci, gamberi, polpi, ostriche, conchiglie di tutte le forme, e pinne di tutti i colori.”

Doromizu in giapponese significa acqua torbida, fangosa. Mentre in Giappone il mizu-shobai – letteralmente “mercato dell’acqua” – è quello dell’intrattenimento. Con doromizu kaigyō ci si riferisce al mercato del sesso. In generale Doromizu è un’espressione che si usa per indicare i quartieri a luci rosse.

Siamo a Tōkyō, nel 2001. Alex, uno squattrinato giovane italiano, si trova nella capitale giapponese con un visto di studio. Orfano di madre sin da bambino, è cresciuto a Londra ma la sua mancanza di un’identità precisa si esprime nella passione ossessiva e maniacale per una cultura totalmente diversa, quella giapponese. Una serie di coincidenze lo precipitano in una spirale negativa, una discesa negli inferi verso i luoghi più oscuri e viziosi della capitale nipponica, facendogli perdere amicizie, amori, speranze, e mettendo a rischio la cosa che gli è più cara al mondo.

Nonostante la storia racconti le vicende di Alex, voce narrante del romanzo, vere protagoniste sono le donne. Agli atteggiamenti freddi e impenetrabili di alcune, fa eco il disprezzo per gli uomini di altre, all’arrendevolezza di una, la coraggiosa saggezza di un’altra. In tutte loro, l’indipendenza dalle regole della morale è un tratto distintivo che le rende figure incredibilmente vive e libere.
La luce d’ombra cara a Junichiro Tanizaki, il blu traslucido di Ryu Murakami, il grigio tagliente di Natsuo Kirino: sono questi i colori di Doromizu, che fungono da cornice a scene in cui regnano il malinteso e l’incomprensione, la resistenza e la rassegnazione, il patriottismo e il sacrificio, la perversione e il sado-masochismo. Per arrivare a situazioni ancora più estreme in cui la realtà si mescola col sogno tanto che gli esseri umani si trasformano quasi in spiriti animali, come nella più classica tradizione giapponese.

Mario Vattani è nato a Parigi nel 1966 e ha completato i suoi studi in Inghilterra. Entrato in carriera diplomatica a ventitré anni, ha lavorato negli stati Uniti, in Egitto, e soprattutto in Giappone. Ha vissuto molti anni a Tōkyō, in veste di diplomatico e ricercatore universitario, e in seguito a Kyōto e Ōsaka, dove è stato Console Generale. Appassionato della cultura del Sol Levante nelle sue forme più diverse, parla correntemente il giapponese. Per anni ha praticato il tiro con l’arco e il Kendō – la scherma nipponica – di cui è secondo dan. Vive tra l’Italia e il Giappone con la moglie e i due figli.





 

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